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    In elettronica, un circuito RLC è un circuito elettronico contenente solo resistori, induttori e Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Oscillazioni libere e risonanza di un circuito RLC-serie. Con questa breve nota si vuole fornire allo studente un ausilio alla preparazione ed alla effettuazione. Il circuito RLC serie. • Se si aggiunge un induttore al circuito RC si ottiene un circuito RLC serie. • Sia L l' induttanza Ovvero scarica di un condensatore in un. In queste condizioni la corrente varrà o o. Fase. Rs. iV. iI. 0 con. = = ed il circuito risulterà puramente ohmmico. By A.C. Neve – Circuito risonante RLC. 2. Consideriamo il circuito di fig.1a costituito da un generatore di tensione alternata e da un resistore. L'espressione della corrente è: I = davemcnab.infoωt ed ha.

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    In questo tipo di circuito è presente solo un generatore di corrente alternata e una o più resistenza in serie. In questo tipo di circuito è presente un generatore di corrente alternata e un'induttanza in serie.

    Per ricavare l'intensità di corrente, quindi, dobbiamo svolgere un po' di calcoli. In questo tipo di circuito è presente un generatore di corrente alternata e un condensatore in serie.

    In questo particolare circuito avviene un continuo invertirsi della corrente alternata per via del processo di carica e scarica del condensatore.

    Consente al biker di chiudere il circuito di damping di compressione nella forcella. Questo è normale; l'impostazione di regolazione della forza di bloccaggio non sarà influenzata. Ruotare la leva completamente in senso orario per bloccare la forcella.

    Questa posizione è utile in situazioni di salita e di scatto, ma si abbassa col peso del biker. In posizione bloccata la forcella "scaricherà" nell'eventualità di un urto consistente. Per sbloccare la forcella, è sufficiente ruotare la leva completamente in senso antiorario. Anche quando la forcella è completamente bloccata, in alcuni casi si desidera che la forcella continui ad assorbire un colpo.

    Le forcelle FOX utilizzano il blocco idraulico. Questo fornisce una sensazione più morbida, anche quando la forcella è bloccata. Comunque, per proteggere le parti interne della forcella, la forcella FOX si "scarica" quando subisce un urto intenso.

    È possibile impostare il momento in cui la forcella si scarica, forza di bloccaggio, regolando la manopola nera sul lato destro del tappo. Sono presenti 10 scatti di regolazione.

    Una comoda funzione di regolazione della manopola di soglia dello scarico è quella che consente di lasciare la forcella in posizione bloccata; non è più necessario smanettare con i comandi della forcella quando la guida richiede un'attenzione esclusiva. Sebbene possa essere necessario regolare la manopola qualche volta per trovare l'impostazione preferita, una volta trovatala è possibile lasciare semplicemente la forcella nella posizione bloccata.

    La forcella risponde allora agli urti nella corsa ad esempio, ma è bloccata quando il biker è sollevato dal sellino su una salita. Ruotare la manopola in senso orario per uno scarico più lento e in senso antiorario per uno più rapido. Vi sono 12 scatti di regolazione. La rappresentazione della corrente ci permettere di definire il concetto di selettività, cioè la caratteristica del circuito di farsi attraversare con facilità dalla corrente in condizioni di risonanza e di attenuare invece la corrente man mano che ci si allontana da tale condizione.

    Nella rappresentazione della corrente di fig. Dato il circuito RLC serie di fig. Puoi con JimdoPro e JimdoBusiness! Luciano e le sue radio. Circuito puramente resitivo. Circuito puramente induttivo. Questa legge è molto importante poiché consente di determinare una delle tre grandezze, quando sono note le altre due. Se indichiamo con V la tensione, con I l'intensità e con R la resistenza, si ha la formula. Da essa si possono ricavare le altre due formule:.

    I principali generatori di corrente elettrica sono: le pile, gli accumulatori, le dinamo e gli alterrnatori. Pile e accumulatori sono generatori chimici: producono energia elettrica, a partire da quella chimica, in base a un processo simile a quello dell' elettrolisi. Le pile sono utilizzate per far funzionare radioline, giradischi, registratori, orologi elettrici, cineprese e, in generale, tutti gli apparecchi portatili, che funzionano indipendentemente dall'allacciamento alla rete elettrica, e che non richiedono tensioni troppo elevate.

    Negli accumulatori a piombo alcune lastre di piombo, alternate a lastre di biossido di piombo, sono immerse in acido solforico diluito con acqua distillata. Nella fase di scarica l'accumulatore eroga energia elettrica ottenuta dalla trasformazione di energia chimica: le lastre di piombo liberano elettroni che sono acquisiti dalle lastre di biossido. In questo processo l'acido solforico si combina con il biossido di piombo dando solfato di piombo; quando tutto l'acido solforico si è trasformato, l'accumulatore smette di funzionare; si deve allora procedere alla sua carica, fornendo energia elettrica alle piastre il processo chimico allora s'inverte.

    Nella pila, due elettrodi di metallo diverso sono immersi in una soluzione elettrolitica; l'anodo è costituito da un metallo che tende a sovraccaricarsi di elettroni mentre il catodo è l'elettrodo che tende a perdere elettroni; lo spostamento di elettroni dal catodo all'anodo genera la corrente elettrica. Nelle pile in uso si è sostituita la soluzione corrosiva e difficilmente trasportabile con una sostanza gelatinosa resa compatta.

    Le pile in uso sono costituite da un catodo di carbone, posto al centro dell'impasto gelatinoso, circondato da un involucro di zinco che funziona da anodo; il tutto è rivestito da un involucro isolante e protettivo da cui escono solo le piastrine per il collegamento. Con il tempo l'anodo di zinco si ossida diventando inutilizzabile: ecco perché le pile sono generatori limitati nel tempo devono essere sostituite di frequente.

    Sono attualmente in commercio anche pile pile al cadmio-nichel che funzionano come accumulatori di piccole dimensioni, perché possono essere ricaricate. L'energia elettrica si trasforma in altra forma di energia: luminosa nelle lampadine , termica nelle stufe , sonora negli stereo.

    Circuito RLC

    Non tutti i dispositivi elettrici usano la medesima quantità di energia. Supponiamo di voler riscaldare una stanza usando l'energia elettrica: allo scopo userai una stufa elettrica che emette una maggiore quantità di calore di un asciugacapelli e che consumerà anche più corrente dell'asciugacapelli funzionando per lo stesso periodo di tempo.

    Quanta più corrente usa un apparecchio elettrico, tanto maggiore è l'energia elettrica che consuma.

    La quantità di energia elettrica consumata nell'unità di tempo secondo si chiama potenza elettrica. La potenza della stufa elettrica è maggiore di quella dell'asciugacapelli poiché la stufa utilizza una quantità maggiore di energia elettrica al secondo rispetto all' asciugacapelli. La potenza si misura in watt W. La potenza è il lavoro che si compie in rapporto al tempo che si impiega a compierlo; poiché il lavoro è energia, possiamo considerare la potenza come l'energia trasformata nell'unità di tempo.

    Più alto è il numero di watt, più intensa è la luce emessa dalla lampadina e maggiore è l'energia che consuma. Un'unità di potenza superiore al watt è il kilowatt kW. Un kilowatt è un'unità di potenza uguale a watt, ossia joule al secondo. Conduttori e isolanti U na lampadina è collegata con fili di rame in un circuito aperto.

    Se si chiude il circuito con oggetti diversi si osserva che la lampadina si accende solo nel caso di determinati oggetti. La tensione di alimentazione T re lampadine identiche sono collegate rispettivamente a tre pile da 4,5 V, 3 V e 1,5 V.

    L'intensità luminosa prodotta dalle tre lampadine è corrispondentemente decrescente. L'additività delle tensioni di alimentazione U na lampadina viene collegata alla pila da 4,5 V e un'altra identica ad un sistema di tre pile da 1,5 V in serie: si osserva che la luminosità delle lampadine è uguale.

    L'alimentazione in parallelo S i collega una pila da 4,5 V a tre lampadine identiche in parallelo. Accanto, un'unica lampadina viene collegata con una pila da 4,5 V. Tutte le lampadine hanno la stessa luminosità.

    davemcnab.info • Energia scambiata da Condensatore in RLC - Leggi argomento

    Lampadine in serie S i alimentano tre lampadine uguali collegate in serie con una pila da 4,5 V. La luminosità delle lampadine è la stessa e appare circa un terzo di quella di un'unica lampadina collegata con una pila da 4,5 V.

    Alimentazione in parallelo per lampadine in serie D ue lampadine in serie vengono alimentate con una pila da 4,5 V e successivamente con due pile da 4,5 V in parallelo. La luminosità di ciascuna lampadina è in ogni caso uguale a quella di una singola lampadina alimentata con una pila da 4,5 V. Il reostato U n lungo filo conduttore avvolto su un cartoncino costituisce l'elemento resistivo reostato di un circuito costituito da una lampadina e una pila da 4,5 V.

    Prelevando con un cursore una lunghezza decrescente di tale filo conduttore si osserva l'accensione della lampadina con intensità crescente. Il deviatore I l circuito costituisce il più semplice esempio di deviatore. Elementi elettrici lineari. Come abbiamo già detto, un circuito si compone di vari elementi. Tra questi vi sono gli elementi cosiddetti lineari, che si definiscono tali in quanto le loro caratteristiche sono costanti, cioè indipendenti dalla tensione o dalla corrente che gli applichiamo.

    Gli elementi elettrici lineari si dividono in elementi attivi, cioè in grado di fornire energia, ed elementi passivi.

    Vediamo allora quali sono le caratteristiche di questi elementi dandone una breve descrizione più avanti vedremo meglio e in dettaglio i vari componenti :. Senza tornare sull'argomento, già trattato nel capitolo 1, ricordiamo semplicemente che la resistenza si misura in ohm, che il suo inverso è la conduttanza, e che, poichè il passaggio di corrente provoca una dissipazione termica per effetto joule, la potenza dissipata è:.

    La capacità C è il rapporto tra la carica Q immagazzinata e la tensione V tra le due armature. La corrente I che fluisce a causa di una variazione della tensione tra le armature è pari a:. La tensione ai capi di una induttanza L è proporzionale alla variazione della corrente I secondo la relazione. L'unità di misura dell'induttanza è l'henry H. Elementi in serie, elementi in parallelo. Quando degli elementi sono posti in serie è possibile calcolarne il valore totale, che definiamo valore equivalente, secondo le seguenti regole:.

    Anche in questo caso è possibile calcolarne il valore equivalente in base alle seguenti regole:. E' un modo molto comune indicare il parallelo tra due elementi, in modo simbolico, con due slash tra gli elementi considerati. Per esempio:. Vari tipi di segnale. Con il termine segnale intendiamo generalmente indicare tensioni o correnti che seguono una certa evoluzione temporale, e che riscontriamo nei circuiti elettrici che esaminiamo.

    Definiamo poi con il termine forma d'onda l'insieme dei valori istantanei assunti da un segnale. Esistono vari tipi di segnali, ma comunque tutti riconducibili a due principali categorie: i segnali periodici e i segnali aperiodici o non periodici.

    Nel primo caso siamo di fronte a un segnale che si ripete in modo ciclico, ad intervalli di tempo che chiamiamo perido e indichiamo con T, e che seguono una determinata legge matematica che ne determina l'andamento.

    Il numero di periodi che si ripetono nell'unità di tempo definisce la frequenza f del segnale, ovvero. Per descrivere le caratteristiche dei segnali periodici si ricorre alla definizione di alcuni parametri. La frequenza appena citata è uno di questi, ma vi sono anche per esempio l'ampiezza massima dell'escursione del segnale, chiamata ampiezza picco-picco A pp , il valore efficace, definito come il valore che dovrebbe essere applicato ad una resistenza pura per produrre lo stesso effetto termico, il valore medio, ecc Questi parametri sono importanti perchè ci consentono di studiare in modo matematico il comportamento dei circuiti in presenza di tali segnali.

    Esaminiamo ora i segnali che più comunemente vengono usati. Il valore efficace U di un segnale sinusoidale vale. In figura è riportato l'andamento tipico di un segnale sinusoidale. La figura x rappresenta un tipico segnale ad onda quadra. Un parametro importante per questi segnali è il duty cycle d. Come si puo' intuire, il valore medio e il valore efficace di un segnale di questo tipo, dipende anche dal suo duty cycle, e per i segnali che presentano un d.

    Prendono questo nome dalla loro forma tipica, come è evidente in figura 7.

    Il partitore di tensione. Molto spesso nella pratica si usa una formula nota come formula del partitore di tensione. Questa è semplicemente una conseguenza della legge di Ohm generalizzata e dei principi di kirchhoff applicati ad un circuito, detto partitore di tensione, come quello di figura Il nome stesso suggerisce il comportamento del circuito, cioè quello di "partizionare" la tensione V, ai capi delle due resistenze, in due tensioni V 1 e V 2.

    Come convertire un file RLC in un file PDF

    Tramite kirchhoff scriviamo l'equazione alla maglia. Teorema della sovrapposizione degli effetti. Considerare un generatore alla volta significa annullare l'energia introdotta dagli altri, e cioè considerare nulla la tensione per i generatori di tensione che equivale a dire un cortocircuito e considerare nulla la corrente per i generatori di corrente che equivale a dire un circuito aperto.

    Prendiamo ad esempio il circuito di figura 12, composto da un generatore di tensione V, un generatore di corrente I, e quattro resistenze R 1 , R 2 , R 3 , R 4. Possiamo applicare il teorema della sovrapposizione degli effetti considerando prima gli effetti del generatore di tensione, poi gli effetti del generatore di corrente ed infine sommando algebricamente i due risultati per ottenere i valori delle correnti e delle tensioni del circuito.

    Abbiamo detto che i generatori di corrente, quando non considerati, si traducono in circuiti aperti, quindi, considerando in un primo tempo solamente il generatore di tensione, il circuito diventa quello di figura E' evidente che V 4 è uguale a zero, dato che in un circuito aperto non circola corrente.