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SCARICA REATTORE PER LAMPADE A


    In questa categoria sono disponibili reattori e accenditori per le più svariate lampade a scarica. Il reattore e l'accenditore sono indispensabili per l'accensione di. Scopri un'ampia gamma di reattori per lampade a scarica dei marchi più alti. Approfitta di: | Prezzi bassi | Spedizione rapida | Garanzia estesa |. Scopri ampia scelta e offerte convenienti per acquistare Reattori e Accenditori per Lampade a Scarica, Hqi, Ioduri Metallici e Vapori di Mercurio. Spedizione. Nessuno Uncategorized Accenditori elettronici. Alimentatori per lampade fluorescenti. Driver indipendenti. Sistemi di alimentazione da incorporare. Sistemi di. Trasformatori Elettromeccanici per Lampade a Scarica. ACCAP2 – ACCENDITORE ad IMPULSI (2 FILI) (÷W MH – IODURI METALLICI).

    Nome: reattore per lampade a
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    Sistemi operativi: Android. Windows XP/7/10. iOS. MacOS.
    Licenza:Gratuito (* Per uso personale)
    Dimensione del file:62.24 MB

    Chi ha spento il lampione? Massimo 29 mag Vi è mai capitato camminando per strada che un lampione sembrasse spegnersi al vostro passaggio? Non mi sono fatto certo suggestionare dalla cosa e ho cominciato a cercare su Internet. Ho voluto quindi scrivere un post a riguardo sul mio blog.

    Quello della SLI è un argomento che mi ha sempre incuriosito. Anche a me, naturalmente, è capitato di vedere un lampione che si spegneva nella strada in cui passavo. Poco dopo, magari, si riaccendeva anche. Ho provato a indagare un poco e ho visto che le lampade al sodio che di solito si trovano sulle strade hanno un ciclo di vita ben definito. Quando raggiungono la fine di questo ciclo iniziano a spegnersi e poi a riaccendersi, finchè un giorno non si riaccendono più e devono essere sostituiti.

    Per facilitare l'accensione viene inserito nel tubo di scarica insieme ai gas metallici un gas di riempimento, il gas d'innesco xenon, neon, argon, elio, cripton , ha la proprietà di ionizzarsi facilmente. Le fasi seguenti descrivono l' accensione di una lampada a scarica di gas: Quando la lampada è fredda il gas d'innesco è generalmente poco ionizzato sono presenti pochi elettroni liberi e ioni positivi all'interno del tubo e la pressione all'interno del tubo è bassa, quindi la probabilità che si verifichino degli urti è molto bassa, per innescare la scarica è necessario applicare ai due poli una tensione superiore a quella di rete volt.

    Reattori per lampade fluorescenti

    Dopo l'innesco iniziale, nel gas raro la temperatura e la pressione all'interno del tubo tendono a salire fino a causare la scarica anche nel vapore metallico. A lampada innescata calda la scarica tenderebbe a crescere senza limiti a causa del moltiplicarsi delle collisioni, innalzando ulteriormente i valori della temperatura e della pressione fino al danneggiamento irreparabile della lampada.

    Per questo motivo è necessario inserire nel circuito di alimentazione della lampada un dispositivo elettronico reattore che si occupa di limitare e stabilizzare la scarica.

    Lampade al sodio a bassa pressione LPS o SOX Le lampade a vapori di sodio a bassa pressione emettono una luce di scarsa qualità, si presentano come dei bulbi di vetro, di forma tubolare, all'interno dell'involucro esterno è presente il tubo di scarica ripiegato ad U.

    Per la loro bassissima resa cromatica, sono utilizzate soltanto nei contesti in cui il risparmio energetico è di rigore e dove la qualità nella percezione dei colori non è fondamentale. Vengono installate sopratutto per illuminazione stradale, parcheggi, gallerie, depositi, magazzini ecc.

    Questa è la transizione che richiede la minima quantità di energia per un elettrone che collide. La lampada consiste in un tubo di scarica in quarzo contenuto in un bulbo esterno di vetro borosilicato che funge da protezione.

    Ogni elettrodo principale è costituito da una asticella di tungsteno sulla quale è avvolto a spirale un doppio strato di filo di tungsteno appositamente trattato. Le lampade al mercurio hanno un efficienza pressoché bassa, in comparazione con le altre sorgenti a scarica di gas, pertanto il loro utilizzo sta man mano diminuendo lasciando la strada alle nuove e più efficienti tecnologie.

    Lampade al sodio e ioduri metallici

    Anche la resa cromatica è insoddisfacente, circa Ra per una temperatura di colore di K. La forma è tipicamente quella a bulbo ellissoidale, con attacco E27 o E La tensione di rete a volt non è sufficiente a innescare la scarica a freddo, per cui occorrono circuiti ausiliari che intervengano all'accensione. A questo scopo gli elettrodi dei tubi sono spesso costituiti da un filamento le cui estremità sono riportate su contatti elettrici esterni.

    Un dispositivo, lo starter, alimenta i filamenti con la tensione di rete per un breve tempo, provocandone il riscaldamento e quindi favorendo l'innesco della scarica. I filamenti incandescenti infatti emettono elettroni avviando la ionizzazione del gas.

    Lo starter è sostanzialmente un interruttore, racchiuso in una piccola ampolla contenente gas rarefatto, in cui il contatto mobile è costituito da una lamina bimetallica che si deforma riscaldandosi. Nel caso l'accensione non andasse a buon fine, l'accenditore ripete la procedura appena descritta Un approccio alternativo consiste nel fornire al tubo una tensione elevata di migliaia di volt da un trasformatore.

    Si elimina la necessità di riscaldare i filamenti e si possono alimentare tubi molto lunghi. Ogni alimentatore produce una corrente di scarica, che viene dispersa attraverso il conduttore di terra.

    Il funzionamento di tipo induttivo degli alimentatori elettromagnetici comporta un fattore di potenza basso, che raggiunge spesso valori tra 0,3 e 0,6. È necessario, quindi, installare un condensatore di rifasamento per riportare il fattore di potenza a 0,9. Alimentatore elettronico autoscillante[ modifica modifica wikitesto ] L'alimentatore elettronico autoscillante semplifica notevolmente la gestione delle lampade fluorescenti rispetto a un alimentatore elettromagnetico.

    Grazie a una tensione di innesco interna l'impiego dello starter diviene superfluo, inoltre non è necessario alcun rifasamento , poiché il fattore di potenza è già superiore a 0, Gli apparecchi che montano un alimentatore elettronico consentono un funzionamento più economico, poiché necessitano di un assorbimento di potenza del sistema decisamente minore rispetto alle applicazioni tradizionali con alimentatori induttivi a parità di illuminazione.

    Alcuni costruttori di alimentatori forniscono il numero massimo di alimentatori collegabili in funzione del tipo di interruttore di protezione utilizzato. Molto diffuse sono anche le lampade dette fluorescenti compatte a risparmio energetico , costituite da un tubo fluorescente di piccolo diametro abbinato a un circuito elettronico di alimentazione. Il tutto è montato su uno zoccolo a vite simile a quello delle normali lampadine , al cui posto possono essere montate.

    Alimentatore elettronico a componenti integrati[ modifica modifica wikitesto ] Questo alimentatore utilizza circuiti integrati compreso un oscillatore programmabile per il controllo della lampada. Il circuito risonante la trasforma in un'onda dall'andamento sinusoidale.

    Ecco come funziona, in breve, una lampada con circuito di controllo elettronico. Tipi più comuni[ modifica modifica wikitesto ] Il fenomeno dell'emissione di luce da parte di una scarica elettrica è stato studiato a partire dalla seconda metà del XIX secolo da scienziati quali Charles Wheatstone e Jean Foucault.

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    La scarica era ottenuta accostando due elementi metallici o barrette di grafite in aria atmosferica. Questo tipo di lampada è stata usata per diverso tempo prima dell'invenzione della lampadina a incandescenza e anche successivamente dove erano richiesti flussi luminosi elevati. Gli svantaggi principali di questa tecnica sono: il rapido consumo degli elettrodi, la necessità di regolarne continuamente la distanza sia per l'innesco che per il deterioramento , l'instabilità della luce prodotta e l'eccessiva intensità di questa per usi comuni.

    I primi problemi erano in parte risolti con l'utilizzo di meccanismi a orologeria che avvicinavano progressivamente gli elettrodi. Successivi studi e perfezionamenti crearono una varietà di lampade in cui la scarica avviene attraverso un gas a pressione inferiore a quella atmosferica. Durante l'accensione a freddo, il sodio è depositato attorno al bulbo interno e la scarica avviene in una miscela Penning composta da Argon e Neon.

    La scarica in questa miscela provoca il repentino riscaldamento della lampada, fino a raggiungere la temperatura di fusione del sodio. È usata nell'illuminazione stradale in incroci soggetti a nebbia. Grazie all'emissione monocromatica in una lunghezza d'onda ottimale per l'occhio umano, presenta una efficienza luminosa molto elevata. Sodio ad alta pressione SON [ modifica modifica wikitesto ] Una lampada al sodio del tipo SON da watt Aumentando la pressione, il vapore di sodio si allontana dallo stato di gas ideale e il suo spettro di emissione si allarga rispetto alla riga spettrale monocromatica tipica.

    Particolari accorgimenti costruttivi fanno fronte all'aggressività chimica del sodio.